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Introduzione - Momento d'inerzia - Dinamica rotazionale - Tralazione e rotazione

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Conservazione del momento angolare


Nella rotazione il momento angolare ci fornisce un'informazione sullo stato di rotazione di un corpo; essendo legato alla velocità esso tende a rimanere costante, fintantoché non agiscono forze; per esser più precisi:

Primo principio della dinamica rotazionale

Se su un corpo non agiscono forze esterne, o se agiscono forze esterne che provocano un momento meccanico risultante nullo, allora la rotazione non viene modificata, quindi il momento angolare si conserva.

MRis = 0   ⇒   ΔL = 0

Supponiamo ad esempio che un corpo di massa m ruoti di moto circolare, con una velocità tangenziale v₁ ad una distanza dal centro (quindi il braccio) b₁; se la distanza del corpo dal centro subisce una variazione, passando a b₂ senza l'intervento di forze esterne, allora varierà anche la sua velocità tangenziale v₂, secondo la relazione:

b₁ · m v₁ = b₂ · m v₂

Dove, se m rimane costante:

Conservazione del momento angolare

b₁ · v₁ = b₂ · v₂


Esempio 4. Un satellite compie un'orbita ellittica, viaggiando alla velocità di 600m/s nel quando si trova a 50000km dalla Terra. Quale velocità possiederà quando passerà a 40000km dalla Terra?

Dati:
Velocità iniziale: v₁ = 600m/s
Distanza iniziale: r₁ = 5 × 107m
Velocità iniziale: v₂ = incognita
Distanza iniziale: r₂ = 4 × 107m
Massa del corpo: m (non cambia)

Soluzione: Dal momento che l'unica forza agente è quella gravitazionale, non vi sono forze esterne al sistema Terra-Satellite, quindi il momento angolare si conserva. Possiamo supporre che l'angolo tra il raggio e la velocità sia quasi sempre perpendicolare, quindi il raggio coincide con il braccio.
Impostiamo l'uguaglianza:

b₁ · m v₁ = b₂ · m v₂

5 · 107m · m 600m/s = 4 · 107m · m v₂

Possiamo dividere da entrambe le parti per m e 107m, quindi otteniamo:

5 · 600m/s = 4 · v₂

Risolviamo l'equazione dividendo per 4 e svolgendo i calcoli:

v₂ = 5 · 600m/s / 4

v₂ = 750m/s

Conclusione: La velocità del satellite ad una distanza di 40000km dalla Terra sarà di 750m/s.

Se il momento angolare si conserva, il momento di inerzia e la velocità angolare variano in modo inversamente proporzionale:

ΔL = 0   ⇒   ℐ₁ · ω₁ = ℐ₂ · ω₂

Nel caso in cui il momento angolare è costante, se non varia il momento di inerzia, allora anche la velocità angolare è costante, quindi si ottiene un moto circolare uniformeme.

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Variazione del momento angolare


Abbiamo visto che la forza, agendo in un determinato intervallo di tempo, può modificare la velocità di un corpo, facendolo curvare, o accelerando o decelerando il moto (II principio della dinamica), secondo lo schema:

Forza (agente nel tempo)
  ⇓  
Variazione di quantità di moto
  ⇓  
Variazione di velocità

Questo schema, che richiama il secondo principio della dinamica, è sintetizzato dalla formula:

F Δt = Δp

Vale uno schema analogo anche per la rotazione, in quanto il momento di una forza può modificare lo stato di rotazione di un corpo, mettendolo in rotazione, o accelerando o decelerando la rotazione:

Momento meccanico (agente nel tempo)
  ⇓  
Variazione di momento angolare
  ⇓  
Variazione di velocità angolare

Se quindi vogliamo modificare il momento angolare, dobbiamo applicare un momento meccanico, ossia una forza che non sia diretta lungo il centro di rotazione (altrimenti il momento della forza sarebbe nullo).
Il momento meccanico è quindi direttamente responsabile del cambiamento di momento angolare nel tempo, proprio come la forza è responsabile di un cambio di quantità di moto nel tempo, ossia:

Secondo principio della dinamica rotazionale

La variazione del momento angolare di un corpo corrisponde al momento risultante di tutte le forze agenti sul corpo nel tempo.

M Δt = ΔL

Nel caso in cui in un corpo agisce un momento meccanico, il momento angolare non si conserva, quindi si può avere una variazione sia del momento di inerzia sia della velocità angolare: in entrambi i casi si ottiene infatti una variazione di momento angolare; per semplicità conviene supporre che vari solamente uno dei due. Estendiamo quindi il secondo principio in questo modo:

Se ℐ è costante:   ⇒   ΔL = ℐ Δω

Se ω è costante:   ⇒   ΔL = ω Δℐ

Possiamo quindi riscrivere il secondo principio, supponendo che il momento di inerzia resti costante, nel seguente modo:

M Δt = ℐ Δω

E dividendo per Δt da entrambe le parti otteniamo:

M = ℐ · α

Essendo ℐ il momento angolare e α = Δω ⁄ Δt l'accelerazione angolare del corpo.
Il momento meccanico che agisce su un corpo è quindi direttamente proporzionale all'accelerazione angolare che viene provocata sul corpo, in modo analogo al rapporto che c'è tra la forza e l'accelerazione.

Nel caso in cui il momento meccanico è costante, se non varia il momento di inerzia, allora anche l'accelerazione angolare è costante, quindi si ottiene un moto circolare uniformemente accelerato.

Esempio 5. Un disco piatto di massa uniforme 12kg e raggio 50cm ruota con una velocità angolare di 3,2rad/s, intorno al suo asse di simmetria perpendicolare al piano. Esso subisce una forza costante di 6,0N applicata tangenzialmente per 2,0s. Quale sarà la sua velocità angolare finale?

Dati:
Massa: m = 12kg
Raggio: r = 50cm   ⇒   0,50m
Vel. ang. iniziale: ω₁ = 3,2rad/s
Forza: F = 6,0N
Tempo: Δt = 2,0s
Vel. ang. finale: ω₂ = incognita.

Soluzione: per prima cosa calcoliamo il momento d'inerzia del disco (che rimane costante) utilizzando la formula:

ℐ = m R² ⁄ 2

ℐ = (12kg) · (0,5m)² ⁄ 2 = 1,5kg·m²

Il momento angolare iniziale è quindi:

L₁ = ℐ ω₁

L₁ = (1,5kg·m²) · (3,2rad/s) = 4,8kg·m²/s

Al disco viene applicata una forza tangenziale, quindi con un momento meccanico corrispondente a:

M = r · F

M = (0,50m) · (6,0N) = 3,0N·m

Di conseguenza questo provoca una variazione nel momento angolare, data da:

ΔL = M Δt

ΔL = (3,0N·m) · (2,0s) = 6,0kg·m²/s

Il momento angolare finale si può ottenere quindi sommando questa variazione al momento angolare iniziale:

L₂ = L₁ + ΔL

L₂ = (4,8kg·m²/s) + (6,0kg·m²/s) = 10,8kg·m²/s

Infine, per trovare la velocità angolare finale, possiamo ricavarla dal momento angolare finale, tramite la formula inversa:

ω₂ = L₂ ⁄ ℐ

ω₂ = (10,8kg·m²/s) ⁄ (1,5kg·m²) = 7,2rad/s

Conclusione: La velocità angolare finale del disco è 7,2rad/s.

Osservazione: questo esercizio poteva esser risolto anche in un altro modo, ossia calcolando l'accelerazione angolare e applicando la formula del moto circolare uniformemente accelerato:

Δω = α Δt

Ovviamente possiamo estendere anche il terzo principio al discorso rotazionale:

Terzo principio della dinamica rotazionale

Se un corpo A applica un momento meccanico su un corpo B, viene provocato per reazione un momento uguale e opposto, che agisce dal corpo B al corpo A.

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Lavoro ed energia


Ogni forza può modificare lo stato di inerzia di un corpo; inoltre se la componente della forza parallela allo spostamento non è nulla, la forza provoca un lavoro e questo, come sappiamo, modifica l'energia cinetica di un corpo, quindi la sua velocità.

Possiamo studiare il lavoro di una forza anche dal punto di vista rotazionale.

momento di una forza
Figura 1

Consideriamo un punto materiale che è fermo nel punto A di una circonferenza di raggio r = OA, come in figura 1.

Supponiamo che su questo corpo agisca una forza costante F che lo sposti fino al punto B, per un tratto di circonferenza AB = ℓ abbastanza piccolo da poterlo supporre rettilineo; quindi lo spostamento Δs corrisponde all'arco di circonferenza AB (Δs ≈ ℓ), la cui lunghezza è:

ℓ = θ r

Dove r è il raggio OA della circonferenza e θ l'angolo al centro che insiste sull'arco AB.
Il lavoro che essa produce è:

W = ℓ F cos(β) = θ r F ||

Possiamo osservare che r F|| corrisponde al momento della forza F rispetto al centro O; ricordando che il momento si può scrivere anche M = ℐ α, sostituiamo nella formula del lavoro:

W = θ M = θ ℐ α

La forza F è costante, dunque possiamo utilizzare le formule del moto circolare uniformemente accelerato, in particolare quella che non coinvolge il tempo:

θ = (ω² − ω₀²) ⁄ 2α

Essendo ω la velocità angolare finale, ω₀ quella iniziale, che è nulla, e α l'accelerazione; angolare.
Sostituendo θ nella formula del lavoro:

W = (ω² ⁄ 2α) ℐ α

Da cui si ottiene:

W = ℐ ω² ⁄ 2

Questo è il lavoro dovuto al momento della forza, per accelerare un corpo inizialmente fermo fino ad una velocità angolare data; anch'esso è responsabile quindi delle variazioni di energia cinetica:

W = ΔK

Infatti ogni corpo che ruota su se stesso possiede un'energia cinetica rotazionale, data da:

K = ℐ ω² ⁄ 2

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